Bonus fiscali per Formazione 4.0: al via il nuovo piano del Governo per incentivare la digitalizzazione del lavoro

Volge verso una definizione più chiara il bonus “Formazione 4.0”, che nell’ultima bozza della Legge di Bilancio, ancora in via di approvazione, sembrerebbe prevedere un credito di imposta pari al 50% per le imprese che investono in formazione per i propri lavoratori per il passaggio alla digitalizzazione dei processi produttivi, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale Industria 4.0

piano nazionale industria 4.0

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Il “bonus” fiscale nei piani del governo dovrebbe essere inquadrato all’interno degli accordi contrattuali di secondo livello. Per tradurlo in pratica, secondo le prime stime, servirebbero circa 350 milioni in un triennio, con investimenti da attivare nel 2018 ma con effetto pluriennale sulle finanze pubbliche che inizierebbe a essere computato nel 2019.

Allo studio anche la proroga a tutto il 2018 del termine per effettuare gli ordini dei beni funzionali alla digitalizzazione delle imprese e agevolabili con l’iperammortamento al 250 per cento.

Dalle ultime indiscrezioni, apparse anche su autorevoli quotidiani nazionali negli ultimi giorni, sembrerebbe che la Ragioneria dello Stato è pronta a dare l’ok all’inserimento nella manovra del credito d’imposta per la formazione in attività legate a Industria 4.0.

Ma la versione finale del bonus dovrebbe essere meno generosa: si profila una riduzione del credito d’imposta dal 50% al 40%. E spunta il meccanismo del “rubinetto”: l’accesso al credito d’imposta si chiude una volta esaurite le risorse (ad ora 250 milioni e su questo punto il Ministero dello Sviluppo parrebbe contrario).

Il calcolo del credito d’imposta, che sarà usufruibile per il 2018-2020, dovrebbe applicarsi a tutta la spesa effettuata nell’anno dalle aziende e non solo all’incremento rispetto al triennio 2015-2017.

In altre parole, l’accesso al credito d’imposta si chiuderebbe una volta che si esauriscono le risorse a disposizione: al momento, come detto, si parla al massimo di 250 milioni, contro i 350 inizialmente ipotizzati.

Gli esclusi sarebbero comunque in lista d’attesa per essere riammessi una volta rifinanziato lo strumento.

Per quanto riguarda le caratteristiche del credito di imposta, si applicherà al costo orario del personale impiegato in attività di formazione collegata ai settori dell’”industry 4.0”, ad esempio cybersicurezza, realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva.

Qualunque sia la definizione percentuale dell’agevolazione e l’importo stanziato, in ogni caso la misura rappresenta un segnale importante per facilitare il passaggio al nuovo paradigma produttivo verso cui, inevitabilmente, il nostro Paese deve andare incontro e all’adozione delle competenze necessarie per poter gestire la transizione verso la fabbrica digitale.